
• Il nuovo direttore del Centro di Ricerca sarà sottoposto a valutazione da parte del comitato scientifico tra personalità di primo piano del mondo della ricerca internazionale
• La ricerca sul Glifosato è iniziata nel 2015, anche con il grande sostegno dei 40.000 soci dell’Istituto
• I dati sulla cancerogenesi del glifosato sono già patrimonio delle autorità europee
• Dall’amianto al benzene: mezzo secolo di ricerche che hanno fatto evolvere le normative
L’Istituto Ramazzini riafferma il proprio ruolo di unicum nel panorama scientifico internazionale, consolidando un percorso di ricerca indipendente che, dal 1971, pone la tutela della salute pubblica al di sopra di ogni interesse particolare. Con una base sociale di oltre 40.000 soci, l’Istituto non appartiene a singoli o a poteri esterni, ma è una proprietà diffusa che garantisce autonomia e libertà d’indagine. Un modello di indipendenza senza eguali.
In relazione ad alcune note stampa, pubblicate nei giorni scorsi, che hanno messo in discussione l’autonomia della ricerca e che stanno producendo proprio l’effetto di indebolire la ricerca indipendente minando la credibilità dell’istituto per tutelare interessi di altra natura, l’Istituto Ramazzini ribadisce che dalle scorse settimane è stato avviato un percorso di ulteriore rafforzamento della propria statura scientifica e gestionale che prevede la nomina (attualmente in corso una selezione internazionale per individuare una figura di primo piano) di un nuovo direttore del Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni, garantendo continuità e rigore. L’ingresso, nelle scorse settimane, del dottor Alessandro Nanni Costa, figura di altissimo rilievo nell’organizzazione
sanitaria, assicurerà una connessione sempre più stretta tra l’attività clinica e quella di ricerca.
A queste attività vanno aggiunte le numerose analisi organizzative che hanno portato ad un riassetto delle deleghe per migliorare la qualità di funzionamento del Centro di Ricerca e la sua sostenibilità, proprio a garanzia della continuità e dell’indipendenza della ricerca. La conclusione del rapporto con Daniele Mandrioli, avvenuta il 31 dicembre 2025, rientra in un percorso di riassetto della governance concordato tra le parti e non presenta alcuna attinenza con l’integrità dei progetti di ricerca, come sempre avvenuto negli anni e con molti riconoscimenti internazionali, pur nell’alternarsi dei direttori scientifici. Fondato dal professor Cesare Maltoni, l’Istituto ha introdotto un modello cooperativo non profit dove la ricerca è sostenuta dai cittadini per i cittadini. Questa struttura rappresenta l’argine più solido contro ogni tentativo di condizionamento esterno.
In oltre mezzo secolo di attività, l’Istituto non ha mai subito interferenze da parte dell’industria o di sistemi associativi, mantenendo un’autonomia gestionale e scientifica che ne è il tratto identitario.
Il “Metodo Ramazzini” ha segnato tappe fondamentali nella storia della medicina del lavoro e dell’ambiente: dagli studi sull’amianto e sul cloruro di vinile negli anni ’70, che hanno portato alla revisione globale dei limiti di esposizione, fino alle ricerche su benzene e formaldeide. Il Global Glyphosate Study è la ricerca indipendente più vasta mai realizzata sull’erbicida più diffuso al mondo, avviata nel 2015 sotto la direzione di Fiorella Belpoggi e proseguita come patrimonio collettivo dello staff dell’Istituto.
I dati sulla cancerogenesi del glifosato sono già patrimonio delle autorità europee (EFSA ed ECHA), a testimonianza dell’impatto concreto della ricerca del Ramazzini sulle decisioni regolatorie. L’Istituto Ramazzini, attraverso il rafforzamento della governance e della propria struttura scientifica e con il sostegno di una proprietà diffusa fatta di 40.00 soci che contribuiscono attivamente al sostegno della ricerca attraverso attività volontarie di raccolta fondi, rafforzerà la sua vocazione di voce scientifica libera e indipendente e continuerà a fornire dati oggettivi sui rischi ambientali per garantire la tutela della salute pubblica e il benessere delle generazioni future.
